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New York mi aspetta!

Aggiornamento: 28 mag 2019

Posted on giugno 14, 2012 by kiccovi


Preparing New York

“.. Beh, ecco, a dire la verità, sapete certe volte un po’ di paura ce l’ho è vero; quando sono in pista e sto dando tutto, e a volta non basta, e le braccia mi fanno tanto male che non riesco più a spingere. Sì allora penso: “Dio quanto vorrei finire contro qualche cosa così non sentirei più nulla dopo!” Però poi c’è un’altra parte di me che viene fuori e non ha tanta paura… c’è un’altra parte di me che non vuole mollare, che vuol fare un altro sforzo. Perché fare un altro giro quando pensi di non farcela, qualunque sia il tuo tempo, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita.” Silvester Stallone/Me



...mio fratello Alessandro, anche lui affetto dalla medesima patologia, ha fondato la societa sportiva “Piccoli Diavoli 3ruote” per avvicinare e far conoscere l’handbike a più persone e far sapere al mondo che noi non ci rassegnamo.


Io sono orgoglioso di essere stato, dopo e grazie a lui, il suo primo atleta. Infatti la malattia non mi ha impedito, nonostante mi abbia costretto all’uso della sedia a rotelle, di tornare in bici! Sono uno dei pochissimi atleti, con questa patologia, che e riuscito a praticare questo duro sport a livello mondiale.

Con Ale cerchiamo di essere un esempio per i numerosi giovani atassici in Italia (oltre 5.000) e nel mondo, vogliamo infondere in loro la consapevolezza che con i giusti mezzi e una buona dose di coraggiosa costanza si puo affrontare questa malattia senza penalizzazioni e con esaltanti possibilita di successo.


Lo sport per noi malati rappresenta una sfida quotidiana e un incentivo per combattere il male che avanza inesorabile.


Salire su un podio aiuta a testimoniare le nostre storie ed esempio per chi non ha ancora imparato a convivere con la malattia.


Di chilometri ne ho macinati davvero tanti e le soddisfazioni non sono mancate.

Ho portato a termine competizioni in Australia, Sud Africa, Libano ed Emirati Arabi, ho gareggiato in tutta Europa e tutta Italia. Ma soprattutto.. continuo a farlo.


So di non avere davanti a me molti anni di ottime prestazioni e che un giorno l’atassia mi raggiungerà, ma proprio per questo ora non smetto di correre e di dare tutto il possibile e dimostrare al mondo dove una persona con l’AF può arrivare!

Per motivi di salute ho perso le qualificazioni per le Olimpiadi di Londra.. ma cambiano gli obbiettivi, non cambia ciòà che siamo e facciamo .

Quest’anno sono uno dei pochissimi, 4 in totale, handbiker italiani, e unico affetto da atassia al mondo a essere stato accettato a partecipare alla maratona di New York il 4 novembre prossimo!


“I’M IN. to finish” recita lo slogan di chi viene accettato. Ed è quello che sono e farò

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